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Questo progetto nasce in collaborazione tra TERREDELSUD e
Associazione “EVA” onlus – Via Carmine, 37 – 94100 Enna -
Italia
Quanti volessero avere maggiori informazioni o contribuire
in qualunque modo, possono scrivere a
nelmondo@terredelsud.org
e ricevere ogni elemento utile in tal senso.
Geografia e politica

Repubblica di Zambia
Republic of Zambia

Superficie: 752.813 Km²
Abitanti: 9.770.000 (stime 2001)
Densità: 13 ab/Km²
Forma di governo: Repubblica presidenziale
Capitale: Lusaka (1.317.000 ab.)
Altre città: Ndola 375.000 ab., Kitwe 350.000 ab.
Gruppi etnici: Bemba 40%, Tonga 15%, Ngoni 15%, altri 30%
Paesi confinanti: Repubblica Democratica del Congo a NORD,
Tanzania a NORD-EST, Malawi ad EST, Mozambico a SUD-EST,
Zimbabwe e Namibia a SUD, Angola a OVEST
Monti principali: Makutu Mountains 2164 m
Fiumi principali: Zambesi 1550 Km (parte dello Zambia, totale
2736 Km), Kafue 960 Km
Laghi principali: Lago Bangweulu 5000 Km² in media, Lago Mweru
4920 Km², Lago Tanganica 2100 Km² (parte dello Zambia,
totale 32.893 Km²)
Isole principali: -
Clima: Tropicale
Lingua: Inglese (ufficiale), dialetti bantu
Religione: Cristiana 63%, Animista 27%, Induista 8%, Musulmana
2%
Moneta: Kwacha dello Zambia
Il territorio:
Lo Zambia è un paese dell’Africa sub sahariana. Da un punto
di vista amministrativo è diviso in nove Province e 71
Distretti. La popolazione è stimata in circa 10 milioni di
persone di cui il 50 % sono al di sotto dei 18 anni di età.
Il 43 % della popolazione vive nelle aree urbane e
sub-urbane.
Dal tempo dell’indipendenza, ottenuta nel 1964, lo Zambia è
diventato uno dei paesi più poveri del mondo. Secondo la
Banca Mondiale, l’80% delle famiglie zambiane vive al di
sotto della soglia di povertà, non ha cioè un reddito
sufficiente a soddisfare le necessità quotidiane di base.
Diversi sono i fattori che concorrono a determinare questo
stato di povertà.
Al tempo dell’indipendenza dal dominio Britannico, ottenuta
nel 1964, il reddito derivante dalle miniere di rame,
sembrava promettere al paese un futuro di prosperità. Ma la
troppa fiducia nella vendita del rame, che rappresenta
l’80/90 % delle esportazioni dello Zambia, ha dimostrato di
essere il punto debole dell’economia nazionale.
Il declino economico inizia negli anni ’70, con la caduta del
prezzo del rame e l’incremento del prezzo del petrolio. Il
governo comincia ad indebitarsi pesantemente con le banche e
le istituzioni internazionali, ma il mantenimento di questi
debiti ha un impatto devastante sull’economia del paese e lo
standard di vita della popolazione. Tra il 1976 ed il 1986,
il reddito pro-capite in Zambia diminuisce del 25 %.
Dopo quasi trenta anni di governo uni-partitico, l’United
National Independence Party, basato su un socialismo di tipo
assistenziale, ora si è instaurato un sistema di governo di
stampo democratico, il Movement for a Multiparty Democracy,
basato sul libero mercato.
Il vecchio regime lasciava un’economia in crisi, un apparato
burocratico inefficiente, un enorme debito estero e un
sistema sanitario vicino al collasso.
Il nuovo governo introduce un cambiamento radicale di cui il
libero mercato, la privatizzazione di quasi tutti i settori
dell’economia nazionale, la decentralizzazione del settore
pubblico ed un programma ambizioso di riforma per
l’istruzione e la sanità, ne sono i punti principali.
L’effetto di questo cambiamento nel breve periodo è stato
devastante, e la vita è diventata sempre più dura per
milioni di persone.
Il “Programma di Aggiustamento Strutturale” messo in atto, ha
portato alla chiusura o alla privatizzazione delle strutture
parastatali inefficienti. Questo ha avuto come conseguenza
il pensionamento ed il licenziamento di molti lavoratori ed
il conseguente aumento della disoccupazione. Molte aziende
sono state costrette a chiudere perché non competitive.
L’eliminazione del sistema di sostegno governativo dei prezzi
dei generi alimentari di base, ha causato un aumento del
fabbisogno economico delle famiglie. I prezzi hanno
continuato a salire pur rimanendo i salari molto bassi.
L’introduzione delle tasse nei servizi pubblici quali
l’istruzione e la sanità, hanno caricato le famiglie di
costi aggiuntivi mai affrontati in precedenza.
TITOLO:
PROGETTO PER LA PROMOZIONE
DELL’AGRICOLTURA E DELL’AUTOSVILUPPO
Sostegno agricolo rivolto alla zona di Silangwa, dove il CIF
(principale autorità del luogo) ha donato cinque ettari di
terra, nel territorio circostante la clinica della dott.ssa
Cristina Fazzi, al progetto di lotta contro la malnutrizione
infantile di cui la stessa è responsabile. Alcune persone
del luogo saranno istruite, da volontari dell’associazione,
all’uso di attrezzi agricoli e alla coltivazione della
terra, attivando “una scuola agraria”. Lo stipendio sarà
parte in denaro e parte in prodotti agricoli. Il resto sarà
destinato alle famiglie dei bambini affetti da malnutrizione
severa. Lo scopo è quella di sostenere le persone del luogo
a usufruire dei prodotti della propria terra.

Descrizione Iniziativa:
Il progetto prevede la durata di un anno (rinnovabile) e
verrà realizzato a Silangwa (territorio di Miengwe), nel
territorio del re Nkambo della Tribù Lamba. Le attivita’
verranno svolte in stretta collaborazione con il “Mayo-Mwana
Project”, progetto promosso dall’Associazione onlus “EVA”,
affiliato al progetto “Rainbow” dell’Associazione “Papa
Giovanni XXIII”.
Obiettivi Generali del Progetto:
1 - Promozione dell’autosviluppo
2 – Promozione dell’agricoltura
3 – Promozione e sviluppo dell’economia rurale
4 - Prevenzione primaria della malnutrizione, cioè' riduzione
delle cause della malnutrizione;
5 – Valorizzazione delle risorse umane locali in ambito
rurale.

Obiettivi Specifici del progetto:
Mezzi per il raggiungimento degli obiettivi
- Corsi di formazione per il personale locale
- Coltivazione a mais di 5 ettari di terreno
- Produzione di farina di mais in loco
- Fornitura di farina di mais al programma nutrizionale del
“Mayo-Mwana Project”
- Attivita’ di animazione ed educazione nel territorio del
“Mayo-Mwana Project”
Indicatori del raggiungimento degli obiettivi
- Numero di partecipanti ai corsi di formazione
- Quantita’ di mais e farina prodotti in loco
- Riduzione della malnutrizione nell'area del progetto;
- Numero di partecipanti alle attività di educazione ed
animazione
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