|
In questa sezione vengono riportate tutte quelle teorie che
rappresentano nel campo della scienza e della ricerca una
innovazione sostanziale.
Scoperte, dati, teorie che oggi non trovano una “logica”
collocazione nell’impalcatura razionalistica dell’attuale
modello scientifico del nostro mondo e che forse
rappresentano la frontiera di un modo più vasto di
comprendere l’essenza su cui realmente si poggia l’universo.
….Tutta
la natura, nella sua accezione più ampia, con tutte le
componenti biotiche ed abiotiche è in effetti, in estrema
sintesi, un insieme termodinamico, un insieme ove ogni
parte, ogni monade, contribuisce ad utilizzare al meglio
l’energia disponibile della materia, ad utilizzare la
potenzialità della materia.
Questa complessità ed, a prima vista, incomprensibile
variabilità, diversità, permette di sfruttare al massimo il
“carburante materia”, innalzando al limite possibile il
rendimento energetico della stessa. Questo primo aspetto non
può che portare ad una sola considerazione: in questo Grande
Disegno, il Progettista si è preoccupato di non sprecare
nulla del suo creato tangibile; si è preoccupato di non
sottoutilizzare alcun elettrone di esso; “Dio non gioca a
dadi col mondo” (A. Einstein).
Per meglio comprendere queste affermazioni possiamo fare degli
esempi, che prendono lo spunto da semplici concetti
termodinamici, propri della natura, del mondo:
1. Possiamo paragonare l’ambiente come costituito da un
insieme di celle elementari (monadi), ognuna delle quali
possiede un suo definibile livello energetico in continua
evoluzione ed in continuo contatto (interscambio) con altre
celle.
2. Ogni monade è a sua volta composta da una serie di
componenti (organismi, risorse energetiche, ecc.) che
svolgono al suo interno il compito di innalzare
complessivamente il rendimento energetico della stessa.
3. Ogni monade è quindi un sistema (insieme) in grado di
ricavare il massimo energetico della materia complessiva di
cui è composta.
4. In natura lo sviluppo di energia procede quindi con i
massimi rendimenti e basse quantità di entropia, cioè di
energia di scarto.
Attraverso l’uso della terminologia moderna, possiamo dire che
in natura tutto procede col “metodo” dell’energia pulita,
dove il concetto di pulito è riferibile ovviamente al
rendimento massimo ottenibile, e alla conseguente bassa
produzione di sottoprodotti delle reazioni, di scorie.
Appare evidente allora che la produzione di energia è
ottenibile o con il metodo “pulito”, messo a punto dai
sistemi naturali o con metodi alternativi, che saranno tanto
più “sporchi” quanto più si allontaneranno da questi.
Diviene allora abbastanza agevole comprendere come ogni forma
di “inquinamento” non sia altro che una imperfetta gestione
della materia; una “cattiva” conoscenza della potenzialità
della stessa che, per poter meglio rendere, deve essere
organizzata come negli insiemi della natura; deve essere
sapientemente differenziata ed organizzata.
Possiamo in definitiva scrivere la seguente relazione: dove S
è l’entropia prodotta in un ciclo diverso da quello naturale
ed s è quella derivante dai sistemi naturali.
Evidentemente S tenderà ad essere sempre maggiore, o al
limite, uguale ad s, e l’equazione seguente rappresenterà la
capacità di “inquinamento” di un sistema termodinamico,
differente da quelli ecosistemici e naturali.
S - s ³ 0
Chiamiamo questa funzione, per semplicità I.
Questa funzione che definiamo inquinamento rappresenta
pertanto il cattivo, o se vogliamo, imperfetto, non
ottimale, utilizzo della potenzialità energetica della
materia. L’inquinamento rappresenta, pertanto, una funzione
delle maggiori entropie prodotte dai sistemi “lontani” da
quelli messi a punto dalla natura e derivati quindi dalla
sua logica organizzativa.
Abbiamo dato una definizione, se ciò è consentito, oltre che
tecnica, metafisica dell’inquinamento. Tanto più l’uomo
cercherà di comprendere e quindi imitare la logica della
natura tanto più si armonizzerà con la tendenza evolutiva
dell’universo, col suo procedere inesorabile.
Tanto più l’uomo comprenderà questo disegno, tanto più sarà
vicino, non solo da un punto di vista filosofico, ma anche
pratico, al desiderio di Colui che ha creato il mondo. Siamo
pertanto arrivati a definire, razionalmente (scusandomi per
l’estrema sintesi) i concetti di energia pulita o buona,
energia sporca o cattiva; il concetto di inquinamento, come
prodotto della cattiva conoscenza ed uso dell’uomo delle
cose del Creato.
L’inquinamento fisico come realtà tangibile dell’inquinamento
metafisico. La coscienza sporca….
tratto dal Libro: Dalla materia al Padre
Di Guido Bissanti
Edito da Mario Grispo Editore
|