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Ecco un'analisi della situazione delle foreste mondiali con
alcuni dati e soprattutto le carte della distribuzione nei
singoli continenti.
L’importanza delle foreste nel mantenimento
degli equilibri ecologici ed ambientali (biodiversità,
qualità dell’aria, regimentazione idriche, ecc.) è una delle
questioni che investono maggiormente l’attenzione della
politica mondiale. dagli ultimi dati 2001 della FAO emegrge
che abbiamo raggiunto ormai un record negativo preoccupante:
il ritmo della scomparsa delle foreste tropicali, sempre
stando ai dati della Fao, è incredibile: 26 ettari persi
ogni minuto di ogni giorno. Come dire l'equivalente di 37
campi di calcio.
Vediamo quali sono le cause della distruzione:
1. per due terzi la cintura verde sparisce
per dar posto ad allevamenti di bestiame e ad agricoltura
intensiva.
2. Un terzo scompare per estrazione del
legname a fini commerciali. Ogni anno, secondo la Fao vanno
in fumo foreste grandi come Portogallo e la Svizzera messi
insieme.
Ora sappiamo che meno foreste abbiamo, meno ossigeno viene
prodotto e
più anidride carbonica si accumula producendo l'effetto
serra.
Per questo motivo è sempre più attivo un movimento di
opinione per la protezione del mantello verde del Pianeta.
Un movimento che coinvolge sempre più scienziati, biologi e
ambientalisti, alcuni governi nazionali, organizzazioni
mondiali, e persino alcune industrie dell'estrazione e della
lavorazione del legname.
In gioco ci sono problemi da risolvere come le quote di
emissione di anidride carbonica di ogni singolo stato e la
ratifica del
Protocollo di Kyoto sulla
riduzione dei gas serra nel mondo.
Si è discusso di questo a Marrakesh, in Marocco, nell'ultima
conferenza degli stati interessati per decidere di quanto
ridurre le emissioni di anidride carbonica. Si è proposto di
ripiantare foreste, di evitare i tagli a raso, di estrarre
il legname (una risorsa rinnovabile) in maniera compatibile
con l'ecologia e la protezione della natura.
Dagli orientamenti di queste prime conferenze sembrerebbe
che le foreste saranno oggetto di politica diversa nel
nostro futuro.
La popolazione della terra ha sempre più bisogno di
ossigeno per vivere.
La FAO, nel suo ultimo rapporto, ci dice che alla attività
delle foreste sono interessati direttamente 60 milioni di
popoli indigeni oltre ad un miliardo e 200 milioni di
persone che dipendono economicamente da esse.
Per invertire la rotta di distruzione delle foreste è stato
fondato nel 1993 un organismo importante che è l'FSC (Forest
Stewardship Council) con sede ad Oaxaca, in Messico.
A tutt'oggi 24 milioni e mezzo di foreste sono state
certificate da 20 enti accreditati nel mondo.
La certificazione sta a dimostrare dire che nessuna pianta
viene tagliata a sproposito; che viene operata una politica
di salvaguardia del patrimonio boschivo e che quindi le
superfici invece di diminuire aumentano.
Tale azione è attuata soprattutto in Europa (paesi come la
Scandinavia) e paesi dell'Est: ben16 milioni e mezzo di
ettari.
Nel resto del mondo, come nelle Americhe, in Asia e in
Africa i tagli e gli incendi continuano a ritmi pesanti. In
Africa esiste ancora e purtroppo uno sfruttamento massiccio
di foreste tropicali vergini, come nel
Camerun nella Sierra Leone ed in Liberia.
Un comitato di esperti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu
ha messo in evidenza, in un rapporto del dicembre 2000, come
l'industria liberiana del legno «è coinvolta in attività
illecite, ed una grande quantità di introiti è impiegata per
finanziare attività fuori bilancio, tra cui l'acquisto
clandestino di armi».
Per fortuna esistono casi in cui, come in Amazzonia, in
Brasile, alcuni programmi di intervento stanno operando una
massiccia opera di educazione ambientale per far comprendere
come sia controproducente, per la stessa esistenza e
sopravvivenza delle popolazioni locali continuare a bruciare
la foresta a vantaggio di un’agricoltura non sostenibile nel
ungo periodo.
Negli ultimi tempi si è assistito, nelle aree dove questo
programma è stato attivato ad una diminuzione degli incendi
boschivi.
Vale la pena però di guardare la copertura forestale per
ogni regione del pianeta per comprendere meglio, ad oggi,
qual è la situazione mondiale.





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