Costituzione Italiana e Biodiversità
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Costituzione Italiana

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Costituzione italiana e Biodiversità

 Il nuovo testo dell’articolo 9 della Costituzione Italiana, approvato il 17 marzo dalla commissione affari costituzionali della camera, è stato varato con l’introduzione di questa frase: “La Repubblica riconosce l’ambiente e gli ecosistemi quali valori fondamentali e li tutela sulla base di principi di reversibilità, precauzione e responsabilità, anche nell’interesse delle future generazioni. Protegge le biodiversità e promuove il rispetto degli animali”.Tale nuova versione accoglie la tesi di dottrina secondo la quale il concetto di “ambiente” non può essere ristretto al solo “ambiente naturale”. Infatti la precedente versione passata al Senato si limitava ad aggiungere le parole “ambiente naturale” tra gli altri beni tutelati costituzionalmente.

A distanza di 22 anni dalla Convenzione di Rio 

La Convenzione sulla Biodiversità, elaborata a Rio de Janeiro nel 1992, afferma il valore intrinseco della diversità biologica e dei suoi vari componenti: ecologici, genetici, sociali ed economici, scientifici, educativi culturali, ricreativi ed estetici.
La convenzione riconosce inoltre che l'esigenza fondamentale per la conservazione della diversità biologica consiste nella salvaguardia in situ degli ecosistemi e degli habitat naturali, col mantenimento e ricostruzione delle popolazioni di specie vitali nei loro ambienti naturali. 
Nelle regioni più industrializzate d'Europa, poche persone hanno la fortuna di abitare in ambienti a contatto con la natura, percependo i suoi suoni e i suoi profumi, vedendo e vivendo accanto a piante ed animali selvatici, accorgendosi quotidianamente del mutare delle stagioni, . La maggior parte della popolazione, infatti, abita in agglomerati urbani, immersa in ambienti artificiali. 
Biodiversità è la varietà delle forme di vita vegetali e animali presenti negli ecosistemi del pianeta. Il termine viene anche usato per indicare la variabilità genetica all'interno di una specie.La sopravvivenza di ogni specie dipende dalla varietà di popolazioni che la compongono. Minor variabilità significa minori possibilità di sopravvivere. 
La biodiversità degli ecosistemi è riferita ai diversi ambienti in cui la vita è presente: la foresta, la barriera corallina, gli ambienti sotterranei, il deserto, le torbiere. La scomparsa di questi ambienti comporta il rischio di estinzione delle specie che vi abitavano. 
La diversità specifica rappresenta il complesso delle specie che abitano una certa regione. Alcuni autori la definiscono alfa-diversità. Indica la diversità tassonomica, quindi non solo la ricchezza di specie di una regione ma anche le relazioni tra le diverse specie. 
La diversità culturale, infine, come la diversità genetica e la diversità specifica, è biodiversità. Si può esprimere in vari modi, con la diversità di linguaggio, di cultura o altro, e rappresenta una soluzione al problema della sopravvivenza della vita in ambienti mutevoli.

 Conclusioni 

In un mondo in cui spesso è difficile trovare un orientamento certo e sicuro, in un’epoca dove sembrano saltare una dopo l’altra vecchie e consolidate certezze, assistiamo invece alla costruzione di un sistema che va superando, ogni giorno di più, il limite posto da una cultura umana che per qualche tempo (storico) aveva pensato di poter costruire il proprio benessere (e la propria civiltà) al di fuori degli equilibri e di quei principi che “antichi come le montagne” sono sempre stati presenti e pregnanti nelle “cose” del mondo.Quel percorso iniziato nell’ultimo quarto di secolo scorso, va gradualmente, e non senza difficoltà, prendendo corpo anche in quegli aspetti istituzionali e giuridici che fanno parte della costruzione di una nuova civiltà, di cui iniziamo ad intravedere solo i primi timidi lineamenti.

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