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Piante da
Recuperare - Il Corbezzolo
Corbezzolo (Arbutus unedo)
Famiglia: Ericaceae
Sinonimi: Unedo edulis Hoffm.; Arbutus vulgaris Bub.
Area di origine: Bacino del Mediterraneo
Noto fin dall’antichità e citato da Plinio e Teofrasto, è pianta rusticissima, resistente al secco e ai climi freddi grazie alle sue belle foglie coriacee. Produce un frutto
rugoso, saporito e ricco di vit.C. Fu chiamato albero d’Italia, perchè presentava insieme foglie (verdi), fiori (bianchi) e frutti (rossi). Con i frutti si facevano anche
ghiotte marmellate.
Etimologia del nome: Il termine generico ha un'antichissima derivazione dalle radici celtiche 'ar' = aspro, e 'butus' = cespuglio, probabilmente in allusione al sapore
aspro delle foglie e dei frutti. Il termine specifico è il nome comune latino, usato da Plinio, con il quale veniva indicata la pianta.
Descrizione botanica: Piccolo albero sempreverde oppure arbusto allo stato spontaneo, alto da 1 a 12 m, pollonifero, con corteccia dei rami giovani rossiccia e
vellutata, successivamente più scura e squamata. Il tronco presenta una scorza sottile, finemente e regolarmente desquamata in lunghe e strette placche verticali di
colore bruno-rossastro.
Le foglie sono alterne, ovali, lunghe fino a 10 cm, dentate ai margini, di colore verde-scuro e lucide sulla pagina superiore, più chiare inferiormente.
I fiori, riuniti in brevi pannocchie corimbose terminali, pendule, sono piccoli, di colore bianco-giallastro, con calice a 5 brevi lacinie e corolla urceolata.
I frutti sono bacche globose, con superficie rugosa, di colore rosso-arancio, commestibili, con polpa chiara, succosa e di sapore dolciastro.
Periodo di fioritura: Fiorisce in autunno-inverno, da Settembre a Gennaio.
Fruttificazione: Fruttifica tra Settembre e Novembre dell'anno successivo, contemporaneamente alla nuova fioritura.
Coltivazione: Pianta rustica, a crescita lenta, termofila, resiste alla siccità e teme il freddo intenso e prolungato. Predilige esposizioni soleggiate e ben drenato, meglio
se siliceo, sabbioso.
Propagazione: Si moltiplica per seme in primavera oppure per talea di legno semimaturo in tarda estate, ma anche per margotta, propaggine o divisione di polloni.
Usi e interessi: Pianta tipica della macchia mediterranea, si utilizza a scopo ornamentale in parchi e giardini per il denso fogliame e i frutti vistosi. Come albero da frutto
trova scarso impiego dato il sapore piuttosto insipido dei frutti. Essi, tuttavia, sono utilizzati nella preparazione di marmellate oppure, se fatti fermentare, di bevande
alcoliche. Le foglie contengono principi attivi (tannino e arbutoside) che hanno azione astringente, antisettica e diuretica.
Raro l'utilizzo allo stato fresco.
La trasformazione prevede quindi: marmellate, gelatine, sciroppi, succhi, creme, salse e canditi.
Se fermentati danno il vino di corbezzole e distillati con proprietà digestive.
Dai frutti, foglie e fiori si estraggono principi attivi con proprietà astringenti, antisettiche, antinfiammatorie, antireumatiche.
La corteccia contiene tannini utilizzati industrialmente, per la produzione di coloranti e per la concia delle pelli.
Data la rapidità di accrescimento, trova impiego nei rimboschimenti per scopi ambientali, protettivi e antierosivi. Viene utilizzato nel settore florovivaistico per scopo
ornamentale. Poichè i fiori appaiono in autunno-inizio inverno, allorchè i frutti dell'anno precedente sono maturi, il valore ornamentale della pianta è molto
incrementato da tale particolarità.
Curiosità: Sembra che il termine 'unedo' derivi dal fatto che i romani consigliassero di mangiare un solo frutto essendo questo di difficile digestione.
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