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Il Clima Terrestre e la sua classificazione
Il sistema di classificazione dei climi normalmente
adottato, basato sulle differenze di temperatura e
precipitazioni, è quello formulato dal climatologo tedesco
Wladimir Köppen all'inizio del XX secolo. Il suo fondamento
consiste nell'osservazione che l'effetto più evidente e
diretto del clima è il tipo di vegetazione associato. Ne
risulta una suddivisione della Terra in cinque grandi aree
climatiche, ciascuna corrispondente all'area di
distribuzione di una particolare categoria di piante.
Queste ultime si distinguono infatti in cinque
classi, a seconda delle condizioni ambientali di cui
abbisognano: le megaterme crescono in presenza di
temperature medie superiori ai 20 °C; le mesoterme sono
tipiche delle temperature comprese tra i 15 e i 20 °C; le
microterme sono caratteristiche delle temperature comprese
tra 0 e 15 °C; le echistoterme crescono in presenza di
temperature molto basse, oltre il limite della vegetazione
arborea; infine le xerofite sono le piante adattate ad
ambienti aridi, caratterizzati da lunghi periodi di siccità.
In base a questa classificazione della vegetazione si
distinguono cinque grandi fasce climatiche: quella del climi
tropicali umidi, corrispondente all'area di diffusione delle
piante megaterme; quella dei climi aridi, in cui crescono le
piante xerofite; quella dei climi temperato-caldi, in cui si
trovano le piante mesoterme, quella dei climi boreali,
corrispondente alla zona di distribuzione delle piante
microterme e, infine, la zona polare, in cui crescono le
piante echistoterme.
Climi tropicali umidi
Tipici della fascia equatoriale calda compresa tra i due
tropici, i climi tropicali umidi sono del tutto privi di una
stagione invernale. La temperatura media è costantemente
superiore ai 18 °C e l'escursione termica è molto ridotta.
Nell'ambito di questa zona climatica si distinguono
ulteriormente il clima della foresta pluviale, o clima
equatoriale, e il clima della savana. Il primo è
caratterizzato da precipitazioni frequenti, il cui effetto
più evidente è la vegetazione estremamente rigogliosa della
foresta pluviale; lo si trova nella regione amazzonica,
nell'Africa centrale e nelle regioni costiere dell'oceano
Indiano. Il secondo, quello della savana, è il clima di
transizione tra quello equatoriale umido e quello arido
della fascia desertica. Presenta una stagione asciutta e una
vegetazione dominata dalla prateria erbacea, interrotta da
qualche specie arborea di tipo xerofitico.
Climi aridi
I climi aridi, caratteristici delle latitudini basse e
medie a cavallo dei tropici, sono quelli in cui la quantità
di precipitazioni non riesce a compensare l'acqua persa per
effetto dell'evaporazione. Nell'ambito di questa categoria
si distinguono i climi semiaridi, a cui sono associate le
steppe predesertiche, e i climi desertici veri e propri. A
seconda della posizione geografica, poi, si distinguono
ulteriormente regioni desertiche calde, con temperature
medie superiori ai 18 °C (tra cui il Sahara, il deserto
libico e i deserti iraniani a nord, e il Kalahari e il Gran
deserto sabbioso australiano a sud), e regioni aride fredde,
con temperature medie inferiori ai 18 °C, situate
all'interno delle aree continentali (come il deserto di Gobi
e le zone aride della Patagonia meridionale). La
vegetazione, molto scarsa, si riduce a poche specie erbacee
o arbustive di tipo xerofitico.
Climi temperati caldi
All'interno di questa ampia categoria si distinguono
diversi tipi di climi: quello subtropicale umido,
caratteristico delle regioni orientali dei continenti (come
le coste orientali della Cina) comprese tra i 25° e i 40° di
latitudine; presenta estati calde e afose con abbondanti
precipitazioni e inverni anch'essi molto piovosi, ma
relativamente freddi; la vegetazione che ne risulta è la
foresta subtropicale umida, in cui convivono piante
caducifoglie, come il faggio e la quercia, con conifere e
piante tropicali come il bambù. I climi marittimi
temperato-freschi, caratteristici delle coste occidentali
dei continenti comprese tra i 40° e i 60° di latitudine,
presentano estati fresche e inverni miti; la temperatura
media non scende al di sotto dello 0 °C e non sale al di
sopra dei 15 °C; è il clima tipico delle regioni atlantiche
europee, che produce una vegetazione di foreste miste di
sempreverdi e caducifoglie. I climi mediterranei invece,
tipici delle zone occidentali comprese tra le latitudini 30°
e 45°, e in particolare delle regioni affacciate sul bacino
del Mediterraneo, presentano un massimo di precipitazioni
durante l'inverno. L'escursione termica annua è mitigata
dalla presenza del mare e la vegetazione tipica è la
macchia.
Climi boreali
Sono i climi caratterizzati da inverni freddi, presenti
nelle zone continentali più interne, alle medie latitudini.
Sono quindi caratteristici dell'emisfero boreale (da cui il
nome), dal momento che in quello australe le masse
continentali sono di gran lunga meno estese. Anche
all'interno di questa fascia climatica si può operare
un'ulteriore distinzione, tra clima umido continentale e
clima subartico. Il primo, presente nelle regioni
centro-orientali del Nord America e dell'Eurasia comprese
tra i 40 e i 50° di latitudine, presenta una stagione fredda
di circa 8 mesi, in cui le temperature rimangono inferiori
allo 0 °C, e una stagione calda con temperature di circa 20
°C. Le precipitazioni sono più abbondanti in estate; quelle
invernali sono parzialmente nevose. La vegetazione associata
è quella della foresta di piante decidue (querce, faggi,
castagni, betulle, aceri, tigli) e delle steppe, queste
ultime presenti soprattutto nelle pianure della Russia e di
alcune zone del Nord America. Il clima definito subartico è
quello presente tra i 50° e i 70° di latitudine, vale a dire
dove si estendono le foreste della taiga, dominate dalle
conifere sempreverdi. È caratterizzato da inverni lunghi e
freddi e da estati che, seppur brevi, raggiungono comunque
temperature relativamente miti.
Climi polari
Sono definiti polari i climi in cui la temperatura della
stagione più calda si mantiene sempre al di sotto dei 10 °C.
Nell'ambito di questa classe climatica si distinguono il
clima subpolare e il clima di gelo perenne. Il primo, con
inverni molto rigidi, estati fresche e precipitazioni scarse
durante tutto l'anno, produce una vegetazione priva di
specie arboree, costituita essenzialmente da muschi e
licheni (tundra). Il clima di gelo perenne, invece, presenta
temperature costantemente inferiori allo 0 °C e una
vegetazione praticamente assente. Nella fascia interessata
da questo clima, in Antartide, nella stazione meteorologica
di Vostok, è stata registrata la più bassa temperatura mai
misurata sul pianeta, pari a - 91,5 °C.
Af = clima tropicale senza stagione arida
Aw = clima tropicale con inverno secco
BS = clima arido della steppa
BW = clima arido del deserto
Cf = clima temperato caldo senza stagione
secca
Cs = clima temperato caldo con estate
secca
Cw = clima temperato caldo con inverno
secco
Df = clima temperato freddo senza stagione
secca
Dw = clima temperato freddo con inverno
secco
ET = clima freddo della tundra
EF
= clima freddo del gelo perenne
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