|
Questo progetto nasce in collaborazione tra TERREDELSUD e il
MAGIS (Movimento e Azione dei Gesuiti Italiani per lo
Sviluppo). L'obiettivo è quello di contribuire al
miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie che
risiedono nelle comunità oggetto dell'intervento, perché
possano vivere una vita qualitativamente soddisfacente e
dignitosa che le realizzi alle molteplici dimensioni dentro
la realtà del loro ambiente naturale e che permetta di
ridurre in modo significativo l'esodo dei giovani dalle
campagne.
Quanti volessero avere maggiori informazioni o contribuire
in qualunque modo, possono scrivere a
nelmondo@terredelsud.org e ricevere ogni elemento utile
in tal senso.
Geografia e politica

Repubblica Democratica del Madagascar
Repoblika Demokratika Malagasy
Republique de Madagascar

Superficie: 587.196 Km²
Abitanti: 15.983.000 (stime 2001)
Densità: 27 ab/Km²
Forma di governo: Repubblica presidenziale
Capitale: Antananarivo (876.000 ab.)
Altre città: Toamasina 90.000 ab., Mahajanga 80.000 ab.
Gruppi etnici: Malgasci 99% (di cui Merina 26%, Betsimisaraka
15%, Betsileo 12%, Tsimihety 7%, Sakalava 6%, Antandroy
5%)Paesi confinanti: -
Monti principali: Maromokotro 2876 m
Fiumi principali: Mangoky 550 Km, Betsiboka 520 Km
Laghi principali: Farihy AlaotraIsole
Isole principali: Madagascar 586.500 Km², Nosy Be 293 Km²
Clima: Tropicale
Lingua: Malgascio (Malagasy), Francese (entrambe ufficiali)
Religione: Animista 52%, Cattolica 23%, Protestante 18%,
Musulmana 7%
Moneta: Franco malgascio
Il territorio è caratterizzato da una zona rurale con una
estensione di16.000 ettari messa a disposizione dal Governo
presso il villaggio di Andonaka (a 140 Km da Fianarantosoa).
TITOLO:
Ritorno alla terra "esodo urbano"
Descrizione Iniziativa:
Il piano, nel concreto, prevede entro quattro anni la
sistemazione di circa 600 famiglie di facchini (per un
totale di 4.600 persone), che vivono in condizioni di
miseria in una zona rurale di 16.000 ettari messa a
disposizione dal Governo presso il villaggio di Andonaka (a
140 Km da Fianarantosoa) dove potranno ricominciare una vita
più dignitosa diventando agricoltori.
Si è previsto inizialmente il trasferimento dei capo famiglia
per la costruzione delle case e l'avvio dell'agricoltura e
il ricongiungimento familiare non appena possibile. Durante
i mesi di duro lavoro il progetto garantisce oltre che il
cibo e l'alloggio anche i materiali da costruzione e gli
attrezzi e le sementi per la coltivazione.
Il progetto, partito nel novembre del 2000 con il primo gruppo
sperimentale di 14 famiglie, ha raggiunto il suo primo
obiettivo il 1 luglio del 2002: 108 persone sono entrate
nelle loro nuove case!
Il primo gruppo aveva il compito di coltivare tanta terra per
poter raggiungere un raccolto sufficiente a sfamare anche il
secondo gruppo e così via per gli altri, un aiuto reciproco
molto importante in questa prima fase di realizzazione del
progetto. Contemporaneamente sono stati costruiti i pozzi
per l'acqua.
A gennaio del 2001 è partito anche il secondo gruppo di 16
famiglie (140 persone) che sono entrate da poco anche loro
nelle nuove case.
Ad oggi (ottobre 2003) il primo gruppo è al terzo livello e
l'anno prossimo raggiungerà la tanto attesa autonomia. Il
secondo e terzo gruppo sono al secondo livello, mentre il
quarto è al primo. Il quarto gruppo, molto numeroso, ha
preso il posto del primo per il vitto e 1.200 sono le bocche
da sfamare tutti i giorni: solo di riso si consumano sulle
12 tonnellate ogni mese.
Parallelamente alla costruzione delle case e all'insediamento
delle famiglie il progetto prevede l'apertura di scuole, una
prima scuola per 250 alunni è stata aperta a metà settembre
e una seconda sta per essere inagurata.
Obiettivo Generale del Progetto:
Riconversione dei facchini in agricoltori.
Aiutare i poveri a costruire la propria vita, offrendogli la
possibilità di una terra da coltivare, è l'obiettivo
ambizioso che da alcuni anni persegue, tra enormi difficoltà
un gesuita, fratel Domenico Fazio, nell'isola africana del
Madagascar.
Per comprendere il valore di questa iniziativa, bisogna
ricordare la situazione di miseria in cui vive da anni
questa nazione: un'economia allo stremo, aggravata anche
dalla recente sanguinosa guerra civile che ha distrutto
anche quel poco che ancora poteva funzionare, portando alla
fame e alla disperazione milioni di persone.
In una tale situazione, negli anni scorsi, molte persone hanno
abbandonato le proprie terre, ormai avare di raccolti, per
recarsi nelle città con la speranza di poter almeno
sopravvivere, ma la realtà è stata amara. Migliaia famiglie
si sono trovate, così, abbandonate, senza un futuro con quel
minimo di possibilità di sopravvivenza cancellato dalla
guerra.
Tra le città malgasce, Fianarantsoa è tra le più popolose e
dove la povertà ed il degrado sono la quotidianità per
migliaia di disperati. L'idea di Fratel Domenico Fazio è
stata, allora, quella di organizzare un vero e proprio esodo
di queste famiglie dalla disperazione della città ad un
ritorno alla terra e realizzare, così, un minimo benessere
che possa offrire la speranza per un futuro migliore.
Gli inizi sono stati certamente duri e ancora c'è molta strada
da fare, però nonostante tutte le difficoltà si può
affermare che il progetto ha preso il giusto avvio.
|